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Io non sono vegana. Ci tengo a precisarlo perché a quanto pare molti di voi credono che se qualcuno mangia vegano per la maggior parte del tempo e cucina vegano debba essere per forza vegan. Certo ci sono mesi interi in cui seguo un’ alimentazione 100% vegana ma io non sono vegana.

Non mangio carne da ormai 5 anni e non mangio pollame, latticini e altri derivati animali da quasi 3 anni ormai. Ho eliminato la carne inizialmente solo per una scelta etica mentre ho deciso di eliminare il resto anche per ragioni salutistiche oltre che etiche. Queste cose non mi mancano ed eliminarle è stata la scelta migliore che potessi fare in questo momento della mia vita. Saltuariamente mangio del pesce, cercando di acquistarlo da pesca controllata, anche se non sempre mi è possibile verificarlo. In ogni caso non compro mai pesce da allevamento. Insomma, ci penso a quello che acquisto e non solo quando si tratta di cibo animale.

Penso a quello che acquisto quando vado a fare la spesa e invece della frutta tropicale, come le banane, che hanno percorso migliaia di km per essere qui con conseguente immissione di Co2 nell’ ambiente, che inquina e uccide milioni di animali, e per le quali molto spesso intere popolazioni vengono sfruttate e trattate in modo disumano e private della loro terra e dei loro diritti, preferisco comprare delle mele biologiche dell’ Emilia Romagna che oltre a non aver percorso troppi km sono state anche coltivate senza l’ utilizzo di pesticidi e fertilizzanti  che fanno ammalare gli uomini, il terreno, uccidono insetti e animali e riducono la biodiversità.

Penso a quello che acquisto quando compro detergenti per la casa  e la persona che non inquinano l’ aria e le falde acquifere, prodotti che sono rispettosi della vita e dell’ ambiente.

Penso a quello che acquisto quando compro bio e/o locale e mi rendo conto in questo modo di poter contribuire al benessere dell’ ambiente, della mia salute  e di quella di tutti gli esseri viventi supportando allo stesso tempo l’economia locale/nazionale fatta di persone che credono nella terra e che cercano di non farci dimenticare il legame profondo che ci unisce ad essa.

Penso a quello che acquisto quando scelgo cereali integrali e cibi genuini e senza zuccheri che non mi privano di preziose sostanze nutritive e non mi costringono a prendere integratori per supplire alla loro carenza.

Non mangiare più carne per me è stata una scelta non solo etica e salutistica ma anche ambientale. Le mucche e i polli devono mangiare erba, vivere all’ aperto, respirare l’ aria profumata di un mattino di aprile esattamente come noi. Se vengono nutriti a cereali o peggio ancora a proteine animali, come succede sia in allevamenti intensivi che biologici intensivi, se gli vengono somministrati antibiotici e ormoni della crescita le loro feci inquinano e al momento questa è una della maggiori cause di effetto serra e inquinamento ambientale.  Seguire la natura di un animale non è solo conveniente per il benessere degli animali ma anche per noi e al punto dove siamo arrivati questa è diventata una necessità e non una scelta. Gli animali meritano rispetto, tutti gli animali, noi compresi.

Sono convinta che mangiamo una quantità di carne e derivati animali  5 volte superiore a quello che dovremmo ma d’ altra parte non sono del tutto convinta che tutti possano essere vegani 100% senza conseguenze sulla propria salute.  Per quello che mi riguarda ho eliminato carne di animali molto, troppo vicino a noi e ai quali, senza nessun ombra di dubbio, è riservato il peggior trattamento sulla terra. Se mi dovesse capitare di dover scegliere tra la carne di un capriolo selvaggio ucciso durante una battuta di caccia e una bistecca di indubbia provenienza io sceglierei senza esitazioni il capriolo. Sceglierei il capriolo anche al posto di una mozzarella. Non è la crudele morte in se che mi spezza il cuore, anche se in parte è anche quella, ma il modo disumano e ingiusto in cui vengono trattati questi animali. Nessuno al mondo merita un’esistenza come la loro.

Non so se è vero che i primi uomini sulla Terra mangiavano bacche, frutti  e altri vegetali spontanei ma so che mangiamo carne da troppo tempo per privarcene all’ improvviso. E non parlo solo di ragioni salutistiche, perché a molti farebbe proprio bene eliminare la carne per un lungo, lunghissimo periodo, ma anche di abitudini, idee e tradizioni radicate nella società moderna. Non vivo nell’ utopia che di punto in bianco tutti diventino vegani o pseudo-vegani. Le migliori trasformazioni, quelle più durature e sincere, sono quelle lente e costanti.

In un futuro lontano, molte vite più in là, spero che tutti avranno una visione della vita diversa, un nuovo rispetto per la Terra e la vita e probabilmente l’ organismo umano si evolverà in modo da potersi cibare solo di cibi vegetali. Le nostro menti saranno sgombre da falsi miti e il nostro corpo guarirà da tutti gli eccessi e le offese a cui è stato sottoposto per tornare a splendere. E tutto questo grazie a qualcosa che è iniziato qui ed ora, in un’ epoca che sembra senza speranza.

Intorno a me, da quando ho cambiato alimentazione e ho iniziato la mia personale campagna di informazione consapevole, ho visto un incredibile movimento di persone che ha eliminato o ridotto la carne, i latticini, le uova ed iniziato ad introdurre cibi integrali e reali, senza nessun fanatismo. Quando ho iniziato non credevo di poter arrivare nel cuore e nella mente di tante persone. Sono fiera di  tutti loro perché hanno fatto e stanno facendo il meglio che possono in un mondo così assurdo, contorto e difficile. Ridurre drasticamente carne e derivati animali e tornare a mangiare cibi semplici e genuini dovrebbe essere l’ obbiettivo principale di quest’ epoca.

Tornando alle scelte che facciamo quando acquistiamo qualcosa e al loro impatto sulla terra e sul nostro corpo, essere vegano (o anche vegetariano, fruttariano ecc) non vuol dire niente. La maggior parte delle persone con le loro scelte contribuiscono all’inquinamento del nostro pianeta e al proprio malessere indipendentemente da quello che decidono di mangiare o non mangiare, probabilmente molto di più  rispetto al lavoro di un onesto allevatore che vive nella semplicità e nel rispetto della natura cibandosi di prodotti freschi e genuini. Non sentitevi la coscienza a posto solo perché siete vegani, ci sono decine di piccole e grandi decisioni oltre al non essere responsabili della morte di un essere vivente che possono contribuire a rendere il nostro pianeta un luogo sostenibile e sicuro e il nostro corpo più sano.

Vegan è un tipo di cucina che io amo e pratico  ma non sicuramente una scelta alimentare e di stile di vita che rispetta la vita sulla terra più di altre.

Ma se non sono vegana cosa sono allora?

Sembra che tutti siano ossessionati di dover appartenere ad un movimento piuttosto che ad un’ altro, ad un credo piuttosto che ad un’ altro quando sarebbe molto più facile deporre le armi, ascoltarci a vicenda, aprire le nostre menti e i nostri cuori e iniziare seriamente a pensare di poter cambiare il nostro destino, quello delle future generazioni, quello della Terra.  Nulla è perduto per sempre, dobbiamo solo cercare, tentare, credere e ritrovare quella parte di noi, quella parte del mondo piena di bellezza.