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Leggere buoni libri ti porta quasi sempre a fare buone riflessioni e dopo una scorpacciata di libri di cucina, negli ultimi mesi non ho letto altro, ho ricominciato a leggere. Si ok, quello che sto leggendo è sempre un libro legato al cibo ma… è Michael Pollan. I suoi libri sono incredibilmente intelligenti, pieni di piccole perle di saggezza, di spunti di riflessione, di interessanti osservazioni e illuminanti punti di vista. Leggere il suo “Il dilemma dell’ onnivoro” mi ha dato modo di vedere alcune cose sotto una luce diversa e adesso, con “Food Rules” – io ho la bellissima versione Illustrata – sto riflettendo nuovamente su qualcosa che avevo già toccato in passato, durante il mio percorso di studi; la scienza dell’ alimentazione.

Le basi di questa scienza nacquero nel seicento anche se solo nel 19° secolo, con il progresso scientifico, si sono potuti dimostrare i primi fondamenti di questa scienza.

Ora io mi chiedo: Il genere Homo è presente sulla terra da circa 2 milioni e mezzo di anni.L’Homo sapiens sapiens, la specie alla quale apparteniamo, è apparso circa 200.000 anni fa.

Da questo possiamo capire come questa scienza sia nuova rispetto a tutta la nostra evoluzione  e che i nostri antenati, in realtà anche mia nonna che di nutrizione sa niente, sono riusciti a sopravvivere e a creare discendenze senza sapere cosa fossero gli antiossidanti o i grassi saturi.

Le persone si cibavano in modo locale, mica esistevano gli aerei che ti portavano la banana ricca di potassio, si cibavano e curavano in modo naturale, mica esistevano gli integratori alimentari di vitamine e minerali, loro nemmeno lo sapevano che cosa fossero le vitamine. I nostri antenati mangiavano secondo quello che avevano a disposizione, seguendo la saggezza che gli veniva tramandata dagli anziani. Probabilmente sapevano ascoltare il proprio corpo mille volte meglio dell’uomo moderno perché nessuna analisi poteva dirgli che erano carenti di vitamina D. Eppure noi siamo qui, a dimostrazione del fatto che per milioni di anni l’uomo ha sopravvissuto senza la scienza dell’alimentazione.

Mi chiedo anche quanto questa scienza sia precisa, anzi non me lo chiedo perché sono sicura che non è precisa, così giovane e pretenziosa di dare ogni risposta ai complicati meccanismi interni del nostro organismo, a certe sinergie tra gli elementi così uniche, così complesse, molto più complesse di quello che vogliono farci credere.  Noi non siamo macchine e siamo tutti diversi, mentre la scienza dell’ alimentazione, così come la medicina, cercano di uniformarci, cercano di semplificare dei processi difficili da schematizzare.

Penso sia questo il motivo per cui nelle riviste di alimentazione un mese ci capita di leggere che un alimento fa bene e magari il mese dopo che lo stesso alimento non fa poi così bene come si pensava. Il problema non è se l’ alimento fa bene o no ma se fa bene o no ad una persona. Come già detto siamo diversi e ognuno reagisce in modo diverso ad un’alimento a seconda della sua età, delle sue problematiche, del posto dove vive, del modo in cui si è cibato per tutta la vita, della stagione.

La scienza alimentare, così come la medicina, hanno reso il nostro modo di alimentarci confuso e l’uomo moderno pigro, obeso e malato. L’uomo non cerca più di capire se un alimento gli fa bene o male perché se contiene polifenoli non può che far bene. Non collega più un mal di testa o l’ acidità di stomaco  ad un certo modo di alimentarsi perché tanto esistono le pasticche contro il mal di testa e quelle antiacido. L’uomo moderno non pensa più alla qualità del cibo che mangia ma alle calorie, alle proteine, ai grassi, all’indice glicemico e si fa ingannare dagli spot che dicono che un prodotto è “light”, “gluten-free”, “biologico”.

Spesso i cibi definiti “light” contengono molti più zuccheri che alla fine diventano comunque grasso nel nostro corpo. La maggior parte dei prodotti gluten-free in commercio contengono ingredienti pessimi che non creano problemi dovuti alla presenza di glutine ma di sicuro saranno responsabili per altri problemi di salute. Per questo molti celiaci hanno un intestino debole e sono spesso malati anche seguendo una dieta priva di glutine.  E infine lo zucchero raffinato biologico è sempre zucchero e i prodotti biologici che lo contengono sono comunque ricchi di zucchero.

Nel libro Michael Pollan scrive una cosa molto intelligente e cioè di evitare i prodotti che hanno elencate le proprietà nutritive sulle confezioni.  Il cibo più salutare è in realtà proprio quello senza confezioni e faremmo bene a non prendere il silenzio di una mela come un segnale che non ha niente da dire sulla nostra salute.