th_dfeeb994079875f5fb45026d6b2b1e45_1364310249raffinatovsintegraleLa pratica della raffinazione dei cereali è un processo recente, fine del diciannovesimo secolo, creata solo per vantaggi commerciali, perché, allontanando la crusca e il germe, i prodotti raffinati si conservano a lungo sugli scaffali senza irrancidire. L’ utilizzo dei prodotti raffinati ha però avuto un vero e proprio boom nel dopoguerra e ha rappresentato principalmente uno svincolamento dalla povertà degli anni passati, anni in cui  i cereali integrali erano consumati principalmente dai meno abbienti, che non si potevano permettere il costoso pane bianco, che aveva un costo maggiore solo per i numerosi passaggi produttivi che servivano per raffinarlo e non certo per la maggior qualità.

Se da una parte l’ industria ha avuto vantaggi nella raffinazione dei cereali non si può dire lo stesso per la nostra salute. 
Negli ultimi tempi i cereali raffinati hanno quasi completamente sostituito quelli integrali, ma con la raffinazione si perdono le fibre, le vitamine e altre importanti sostanze nutritive contenute nei semi.

Questa pratica industriale all’inizio del secolo scorso causò vere e proprie epidemie di malattie da carenza vitaminica che la cultura medica di allora pensava dipendessero da batteri o virus. Successivamente i primi studi sulla nutrizione dimostrarono ad esempio che il beri-beri era causato dalla perdita di tiamina (vitamina B1) nella raffinazione dei cereali, e che la pellagra era causata dalla non disponibilità di acido nicotinico in chi mangiava quasi esclusivamente granoturco.

In base a queste scoperte, per venire incontro sia alla salute pubblica ma soprattutto alle aziende produttrici si è iniziato ad aggiungere nei cibi sostanze in sostituzione di quelle sottratte dai processi di raffinazione e nello stesso periodo è  anche iniziato il boom dell’ utilizzo degli integratori alimentari nell’ illusione di poter sostituire la naturale ricchezza di sostanze nutritive con sostanze chimiche o con l’ utilizzo di una pillola di integratore.

Per capire  perché ciò non è possibile  è arrivato il momento di conoscere meglio i cereali e per farlo è utile conoscere la struttura del chicco, composto da quattro strati: il guscio, la crusca, il germe e l’endosperma.

Il guscio è lo strato più esterno e non è commestibile. Tiene il cereale sigillato, il che ne mantiene eccellente la qualità e viene eliminato nella trebbiatura.

Lo strato di crusca è quello in cui sono contenute le fibre e  le vitamine del gruppo B.

Il germe del cereale contiene gli oli, le vitamine, i minerali e le proteine. È qui che si trova l’importante vitamina E, antiossidante .

L’endosperma è la parte più interna del chicco ed è la fonte di amido dei carboidrati complessi.Qui si trova lo zucchero. L’ endosperma infatti viene scisso dai processi corporei e trasformato in glucosio, fonte essenziale di energia per la nostra mente.

Il chicco integrale è un potente complesso nutritivo e ogni vitamina o altro elemento esplicano al meglio le loro funzioni solo se assunti nella loro forma più vera, naturale, ossia attraverso il cibo, dove lavorano in sinergia con altre vitamine, sali minerali, antiossidanti ed altre sostanze. Una vitamina assunta singolarmente come integratore lavora in modo diverso che se assunta attraverso il cibo. 

I cibi integrali grazie al loro equilibrio nutrizionale contribuiscono a prevenire l’ipercolesterolemia, l’ ipertensione, l’iperglicemia, l’iperproduzione di insulina, di radicali liberi, malattie cardiache, il diabete, l’obesità, infiammazioni, disbiosi intestinale e tanti altri processi che favoriscono le malattie croniche che affliggono la nostra popolazione.

Ormai tantissimi studi, università e organizzazioni consigliano di consumare più cereali integrali tra le quali l’ Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e in Italia lo stesso suggerimento arriva da LARN (Società Italiana di Nutrizione Umana) e dalle Linee Guida INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione). Da un interessante studio della Tufts University emerge che sostituendo i cereali raffinati con quelli integrali, nell`organismo umano diminuisce sia il grasso sottocutaneo (cellulite) che quello più profondo e viscerale (quello concentrato nell’ addome) e si hanno quindi maggiori probabilità di ridurre il rischio di incorrere in malattie cardiovascolari, nel diabete di tipo 2 e nelle malattie metaboliche .

Cercate di mangiare quotidianamente cereali integrali, sopratutto in  chicco perché il chicco conserva integra la qualità di tutte le sue sostanze, accompagnandoli con legumi e tante verdure.

Dovete solo seguire alcuni piccoli suggerimenti:

I cereali integrali vanno masticati lentamente e bene, per consentire una predigestione nella bocca.

– Vanno introdotti in modo graduale, soprattutto in un’alimentazione che ne era priva, in modo da prevenire  fermentazioni e gonfiori intestinali dovuti ad un’intestino poco abituato alle fibre.

– Vi consiglio anche di mettere sempre in ammollo i cereali integrali per alcune ore prima di cuocerli perchè risulteranno più digeribili . L’ ammollo contribuisce anche a  ridurre  le concentrazioni di acido fitico, responsabile di inibire l’ assorbimento di alcuni minerali tra cui ferro, zinco e calcio. Se l’ ammollo è fatto con acqua tiepida è ancora più efficace e i cereali dovranno cuocere meno. Ma di Acido Fitico ne parleremo presto poiché in una dieta variata è completa non si corre alcun rischio e ha anche la sua utilità.

L’ ultima raccomandazione; poichè la parte esterna del chicco, che viene normalmente asportata durante la raffinazione, è la più esposta alle sostanze chimiche utilizzate in agricoltura intensiva è meglio utilizzare cereali integrali da agricoltura biologica, che vieta l’uso di sostanze chimiche di sintesi nei trattamenti (insetticidi, pesticidi, diserbanti), sono coltivati con metodi ecocompatibili ed esenti da OGM.  Anche i cereali raffinati non biologici contengono prodotti chimici di sintesi, sia quelli ai quali sono sottoposti nella fase di coltivazione, sia quelli aggiunti nella conservazione e trasformazione. Affidatevi quindi, più che potete, ai cereali biologici.