allergie-intolleranze-alimentari

Anche se non è ufficialmente riconosciuto che allergie e intolleranze o sensibilità alimentari possono avere un ruolo chiave in molte problematiche di salute, possono in realtà provocare o contribuire a tutta una serie di malattie e problematiche fisiche.

Ma partiamo prima con il capire la differenza tra allergia e intolleranza

Un’allergia al cibo è una reazione ad un allergene, di solito una proteina, che il sistema immunitario vede come un intruso. Il corpo produce anticorpi contro questo “intruso” che scatenano un innalzamento di istamina nel corpo che è responsabile di tutti i sintomi di allergia: prurito, eczema, naso gocciolante, mal d’orecchie, fiato corto, gonfiori, infiammazioni, diarrea e così via. Tutte le situazioni in cui invece non c’è una risposta diretta del sistema immunitario sono invece chiamate intolleranze o sensibilità alimentari. Anche se i sintomi sono spesso molto simili nelle intolleranze sono di solito meno acuti e più difficili da riconoscere di quelli delle vere e proprie allergie. Per questo motivo nei casi delle intolleranze alimentari è molto più difficile collegare un malessere fisico ad uno o più alimenti che si mangiano.

Uno dei più semplici  esempi di intolleranze alimentari è quella al lattosio

Questo tipo di intolleranza è probabilmente anche la più diffusa e può essere presente sin da piccolissimi, spesso dopo le vaccinazioni, oppure può svilupparsi dopo i 3 anni quando la maggior parte delle persone inizia a non produrre più l’enzima lattasi che serve appunto per digerire il lattosio, uno zucchero presente naturalmente nel latte materno ma anche nel latte di mucca.

Esistono anche intolleranze alle sostanze chimiche nei farmaci o in natura

Un esempio è il glutammato monosodico, spesso utilizzato nella cucina cinese per dare più sapore ai cibi, che può causare mal di testa, rossori, crampi addominali. Tra le sostanze naturalmente presenti nei cibi che possono causare intolleranze abbiamo i solfiti nel vino e nella frutta secca, la tiramina presente soprattutto nei formaggi stagionati e negli insaccati, la teobromina nel cacao, i salicilati e l’istamina presenti in molti cibi in quantità diversa. Si possono poi avere tutta una serie di reazioni ai conservanti, ai coloranti e agli aromi artificiali che vengono aggiunti a cibi industriali con sintomi anche piuttosto gravi. Ci sono anche degli studi* che hanno associato l’utilizzo di queste sostanze artificiali aggiunte agli alimenti a problemi comportamentali nei bambini come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Ed è quindi chiaro come le intolleranze alimentari siano strettamente collegate anche con il nostro cervello e con il nostro benessere mentale oltre che fisico.

Le reazioni gastrointestinali sono quelle che portano molto più facilmente al rischio di sviluppare malattie croniche

Quando si è in buona salute le pareti del tratto digerente formano una barriera solida e selettiva che facilita l’assorbimento di nutrienti essenziali come acidi grassi, vitamine, minerali, antiossidanti e altre sostanze benefiche impedendo invece a sostanze dannose di essere assorbite. Se invece l’integrità dell’intestino è compromessa alcune di queste sostanze possono entrare nel flusso sanguigno creando reazioni immunitarie in diverse parti del corpo e appesantendo anche il sistema escretore che deve lavorare molto di più per eliminare le sostanze tossiche. Questa patologia è anche definita “sindrome dell’intestino permeabile” ed è una patologia molto più diffusa di quanto si pensi. A danneggiare le pareti dell’intestino può essere il costante contatto con sostanze presenti nel cibo che causano infiammazione ma anche le medicine, le sostanze chimiche presenti nell’aria, stress e una microflora intestinale poco sana.

Una volta che le sostanze dannose finiscono nel sangue possono causare una serie di danni anche piuttosto gravi e contribuire ad una miriade di problemi fisici:

  • Ansia e depressione
  • Asma
  • Autismo
  • Malattie autoimmuni
  • Cancro
  • Problemi cardiovascolari
  • Celiachia o sensibilità al glutine
  • Fatica Cronica
  • Infiammazioni croniche
  • Diabete
  • Disordini gatrointestinali come diarrea, gonfiori, sindrome dell’intestino irritabile, colite ulcerativa.
  • Squilibri ormonali
  • Insulino resistenza o sindrome metabolica
  • Problemi alle ossa e muscolari come dolori cronici o artrite reumatoide
  • Problemi ai reni e al fegato
  • Mal di testa ed emicrania
  • Sovrappeso e obesità
  • Problemi della pelle come pruriti, eczema, rossori, acne e psoriasi.

In aggiunta se le pareti dell’intestino sono danneggiate i nutrienti faranno fatica ad essere assorbiti e quindi può essere anche presente malnutrizione con tutta una serie di carenze di nutrienti essenziali per il nostro benessere.

Per ritrovare il benessere la cosa fondamentale è identificare i cibi e/o le sostanze problematiche

Il problema è che quando si tratta di intolleranze alimentari può non essere così semplice arrivare alla causa perché i comuni esami allergici non diagnosticano le intolleranze. In più anche in caso di vere e proprie allergie è molto difficile poiché tutti i tipi di test allergici hanno delle limitazioni. La soluzione migliore è cercare di eliminare tutti i cibi sospetti ed individuare con l’aiuto di un esperto i cibi o le sostanze responsabili. Se l’intolleranza o l’allergia non sono gravi da indurre una reazione anafilattica si possono reintrodurre dopo un determinato periodo di tempo in piccole dosi e capire  se si ha una reazione e qual’è la dosa che il nostro organismo riesce a tollerare prima di avere una reazione.

 Le intolleranze alimentari possono avere davvero un ruolo chiave in molte malattie

Se siete alle prese da anni con problematiche fisiche che i dottori non riescono a capire e risolvere vale la pena di iniziare ad investigare su una o più intolleranza alimentare. Nel mio caso passare a una dieta più salutare mi ha salvato la vita e  capire piano piano le mie intolleranze alimentari ha davvero cambiato la mia qualità di vita e ringrazio ogni giorno per la pazienza e la costanza che ho avuto in questi anni nell’investigarele mie intolleranze e nell’ascoltare il mio corpo.

 

Approfondiementi

Food Allergy Survival Guide: Surviving and Thriving with Food Allergies and Sensitivities

*Tra gli studi fatti ci sono quelli del professor Peter Piper, del dipartimento di biologia molecolare e biotecnologie dell’Universita’ di Sheffield.